Proseguendo con i consigli per i primi giorni di lavoro, con il rischio di risultare un po’ scontati per coloro di voi che abbiano già maturato anni di esperienza, ci sentiamo di darvi ulteriori dritte circa quelle che possono essere delle buone indicazioni di comportamento valide (quasi) sempre, a prescindere da ruoli e contesti in cui si opera.

Dare il massimo e fare sempre del proprio meglio è certamente un buon punto di partenza, per quello che riguarda sia lo svolgimento delle attività, sia le relazioni. Il nostro fine sarà lavorare con produttività ed entusiasmo, con soddisfazione per noi stessi e per l’azienda. Conosciamo gli obiettivi del nostro capo, sappiamo che cosa si aspetta da noi? 

RICHIESTA E GESTIONE DI FEEDBACK

Ecco che, per essere certi di essere sulla strada giusta o eventualmente raddrizzare il sentiero, possiamo (e dovremmo) chiedere feedback: certamente non è una cosa da fare con ansia dopo due giorni di lavoro, ma da valutare se non abbiamo riscontri dopo il primo o secondo mese dall’ingresso in azienda. Se, nella maggior parte dei casi, un riscontro positivo passa sotto silenzio, in molte occasioni quello negativo arriva in concomitanza con lo scadere del periodo di prova: aver modo di confrontarsi all’insorgere delle difficoltà o delle insoddisfazioni, potrebbe prevenire una conclusione prematura del rapporto di collaborazione.

Quando si riceve un feedback  bisogna essere bravi ad ascoltare con intelligenza quanto viene restituito: è possibile che alcuni atteggiamenti o azioni siano state interpretate in modo diverso da quanto pensassimo di aver messo in atto, così come è possibile che il capo abbia osservato comportamenti di cui non ci siamo proprio resi conto. E’ importante vivere il momento di confronto come occasione di maturazione professionale, con uno scambio di idee e con la capacità di interiorizzare le osservazioni e lavorare al nostro miglioramento anche personale.

DOMANDE  e PROATTIVITA’

Tra le caratteristiche che, in generale, un datore di lavoro apprezza trova spazio la proattività: si tratta di un atteggiamento positivo e propositivo di chi non aspetta di ricevere indicazioni o spiegazioni, ma fa domande, si documenta autonomamente, prende l’iniziativa laddove non arrivino istruzioni. Non sempre vengono dettagliati i compiti, spesso si danno per scontate alcune precisazioni: prendete l’iniziativa, cercando nelle vostre competenze ed esperienze quella che possa essere una buona strada da intraprendere, osservando i colleghi, avanzando soluzioni.

Ricordate che può essere una buona soluzione quella di annotarvi eventuali dubbi, domande o anche proposte, e di chiedere al vostro capo un momento a settimana (o a fine giornata) per confrontarvi in modo costruttivo. In alcune aziende si privilegiano comunicazioni via e-mail o via chat: è importante che siate voi a capire quali siano le preferenze circa le modalità comunicative e le tempistiche.

TEAMWORKING

E’ altamente probabile che vi troviate a lavorare non da soli, ma in un contesto di team. In questo caso, prima di tutto, osservate le relazioni e le modalità operative, in modo da riuscire ad inserirvi facilmente e, allo stesso tempo, senza risultare troppo ingombranti. Per quanto possa essere lunga la vostra esperienza pregressa nel ruolo, i vostri nuovi colleghi conoscono l’azienda meglio di voi: cercate di imparare da loro come muovervi e non mostrate superiorità.

Se l’ambiente è positivo, sarà più semplice inserirsi; se nel team ci fossero malumori, almeno inizialmente cercate di non farvi contagiare, per poter lavorare senza pregiudizi e con l’entusiasmo di chi inizia, e per non contribuire ad esasperare attriti che, da neoassunti, probabilmente ancora non vi riguardano. Siate positivi, mantenetevi in una posizione di ascolto, createvi un’opinione vostra da condividere se e quando sarà il momento opportuno.

 

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