Il livello di occupazione dei disabili è molto basso, pari al 21%, cioè meno della metà di quello dei soggetti non disabili. Inoltre, bisogna sottolineare che il 27% della popolazione attiva dei disabili in età attiva è del tutto inabile al lavoro  Bisogna poi considerare che le donne con disabilità sono doppiamente svantaggiate, il loro tasso di occupazione infatti è solo dell’11%.Questo dati sono consultabili a questo link.

I disabili disoccupati come me rischiano di diventare delle persone invisibili. La disoccupazione colpisce moltissimi giovani italiani e ovviamente questo fenomeno è molto più alto per le persone con disabilità. La disoccupazione toglie la dignità ai disabili, li costringe a restare a carico delle famiglie d’origine. Purtroppo in Italia ai disabili non vengono garantite le opportunità di lavoro dei normodotati, in quanto ci si chiede che cosa può fare un disabile. In realtà, la prima cosa da fare è creare una nuova mentalità, ovvero vedere il disabile come risorsa e non come peso per la società, altrimenti si applica il modello medico sulla disabilità, modello chiaramente abolito dalla Convenzione sui diritti dei disabili. La disoccupazione porta il disabile alla mancanza di autostima, alla sfiducia in se stesso, in quanto dipendente dalla famiglia d’origine perché la pensione di invalidità non consente una vita dignitosa. Infatti, la pensione di un disabile va dai 200 agli 800 Euro al mese, a seconda della disabilità e del grado di invalidità.

Servono persone intraprendenti, ma ciò non basta, servono opportunità di valorizzazione delle competenze e dell’intraprendenza di queste persone. Per essere realmente uguali dobbiamo avere la possibilità come tutti di preparare il nostro curriculum ed interfacciarci con le aziende senza essere vincolati necessariamente ad intermediari. Questo è ancora più umiliante per i disabili qualificati, che non si vedono riconosciuti gli studi portati a termine: purtroppo nemmeno la laurea esime da discriminazione ed esclusione. Piuttosto, sarebbe bello potersi avvalere dell’ausilio di un professionista messo a disposizione dalle associazioni di categoria per insegnare loro a valorizzare il loro curriculum, ad esercitarsi a fare dei colloqui di prova, invece di accettare di vivere in una società che insegna loro a rassegnarsi.

 

Disabled people: invisible unemployed  persons

Missed opportunities for qualified disabled persons

The occupation rate of disabled people is very low as it is only 21%, less than half the rate of people without disabilities. Moreover, 27% of active disabled people are totally unable to work. Women with disabilities are  doubly penalized as their occupation rate is only 11%. This data can be found at http://spazioinwind.libero.it/gianluca_affinito/web_barriere/disabili.htm

Unemployed people with disabilities like me are invisible. Many Italian young people are unemployed, much more so if they are disabled. Unfortunately, unemployment deprives them of their personal dignity and makes them dependent on their family of origin.  Most people  wonder  what disabled people  can do and  disabled people do not have the same job opportunities as the other citizens. Actually, the first thing to do is to create a new mentality, in other words, we have to see the disabled as a resource for their society, not as persons with only special  needs, in which case we apply the medical social model on disability, a model which is clearly suppressed by the Convention on the Rights of Persons with Disabilities. Unemployment generates lack of self-esteem as they depend on their own families, since their disability pension does not afford a dignified life. A disabled person may receive a pension ranging between 200 and 800 euros per month, depending on the disability and the degree of invalidity. Enterprising people are needed but this is not enough. We need opportunities to enhance the competences  and resourcefulness of these people. Certainly, unemployment does not help this, quite the opposite: unemployment is demotivating. Many disabled think that people without disabilities have many more job opportunities, although even the latter cannot find a job easily. If people without disabilities have difficulty finding even weekend jobs – and they could work in bars – you can understand that disabled people are out of the work market. If we were really equal as we are said to be, if we were not constantly subjected to discrimination, we would not need intermediaries, organizations that can gain from our problems. In order to be really equal, we should have the chance to write our own CV like anybody else, and interact with firms without needing intermediaries. This is even more humiliating for qualified disabled, whose studies are not recognized. Not even a degree does overcome discrimination and exclusion. Rather, it would be useful if associations could place a professional at a disabled person’s disposal to teach them how to optimize their CV and train them for job interviews, instead of  preserving a society which teaches disabled people to resign themselves to being considered second-class citizens.

 

 

 

 

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Mi chiamo Arianna Colonello, sono una ragazza italiana, ed attualmente vivo in Olanda, per motivi di studio. Attualmente sto studiando, al fine di conseguire un Master in diritto Europeo, con specializzazione in diritti umani ed migrazione, presso la Radboud University (Nijmegen, The Netherlands). Inoltre sono stata selezionata, come Student Ambassador, da parte di StudyPortals. Il fine di questo programma è quello di incoraggiare gli studenti a studiare all’estero. Il mio sogno al conseguimento del mio Master è quello di proseguire gli studi con un dottorato di ricerca sui diritti dei disabili. L’esperienza olandese è la mia seconda esperienza estera. La mia precedente esperienza si è svolta al Parlamento Europeo, dove ho svolto un tirocinio nella sede di Bruxelles. Mi sono occupata di ricerca per la protezione dei diritti dei disabili, mi sono occupata altresì di organizzare, assieme ad un Parlamentare Europeo ed il suo assistente, un evento legato alla disabilità ed il mondo del lavoro. Il mio sogno è quello di diventare una persona socialmente influente per aiutare gli altri ad avere un ruolo sociale. Mi piace tantissimo creare, scrivere, leggere, viaggiare, imparare, studiare. Inoltre sono ipovedente dalla nascita, ma la mia disabilità non mi impedisce di sognare ed essere me stessa.

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