Si sta parlando molto di turismo accessibile in questo periodo: e, se vogliamo, forse è un segno che le cose, per i disabili, stanno veramente iniziando a cambiare. La vita di una persona con disabilità non è solo fare file alle commissioni integrate per ottenere il riconoscimento dell’invalidità, o la fila alle poste per ritirare pensioni o indennità, né tantomeno essere chiusi nelle proprie abitazioni. Non è neanche soltanto, arriviamo a dire, cercare un lavoro che è certamente più difficile da ottenere rispetto alle persone senza disabilità. Ecco perché ci piace molto l’idea del turismo, l’idea di spendere, anzi, investire, soldi per qualcosa che non è indispensabile come il cibo, ma che in realtà, insieme a molti altri beni, consente alle persone svantaggiate di partecipare alle bellezze del mondo e della natura.

Tra le molte iniziative degne di nota, ne segnaliamo una dall’Ente Nazionale Britannico per il Turismo, che ci ha scritto (fa molto piacere!) per illustrare l’iniziativa. Sul sito di VisitBritain è stata predisposta un’area in lingua italiana con una guida (in italiano) per agevolare i viaggiatori con disabilità che desiderino visitare la Gran Bretagna.

Un altro tassello verso l’indipendenza, un’altra proposta per le nostre prossime vacanze, vicine o lontane che siano.

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Laurea in Scienze Politiche, poi un quindicennio di lavori disomogenei e frustranti a causa della mia disabilità uditiva grave. Ero per tutti un "bravo ragazzo", ma al momento di affidarmi un compito gli stessi giravano le spalle. Finalmente, grazie ad un concorso pubblico, arriva il posto fisso a tempo indeterminato come amministrativo in una azienda sanitaria. Fui assegnato al front office ospedaliero, mansione del tutto incompatibile con la mia sordità. Dopo alcuni anni veramente sofferti, la decisione di dimettersi: una decisione adulta, consapevole, serena. Quindi la scelta di essere un imprenditore per far diventare impresa il binomio che nella mia vita non aveva mai funzionato: lavoro e disabilità. "Nulla su di noi senza di noi" non è solo lo splendido motto delle persone con disabilità, ma il messaggio di speranza che muove verso l' autodeterminazione.

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