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La televisione è ancora oggi un media molto importante: gli anni passano, le tecnologie cambiano e introducono nuovi modelli di comunicazione, ma la TV resta un oggetto sempre presente nelle case degli italiani. Nei primi anni del dopoguerra la TV è stata un forte aggregante per la società: la disponibilità economica iniziava a crescere, ma non era tale da permettere a tutte le famiglie di averne una in casa, così ci si organizzava per vedere la TV tutti insieme.

Anche la programmazione era totalmente diversa da quella attuale: i canali erano 3 (all’inizio solo 1) e le trasmissioni coprivano solamente una piccola fascia oraria, di solito quella serale; i giorni definivano anche il tipo di programma: quiz, film, talk show erano appuntamenti settimanali fissi. Infine la pubblicità: oggi si dice che si può vedere un film tra una pubblicità e l’altra a causa della mole di spot che ruotano in TV; in quegli anni Carosello era l’unico momento dedicato alla promozione dei prodotti: un contenitore specifico in cui animazioni e personaggi promuovevano prodotti per le massaie e le famiglie.

Oggi la TV è cambiata tanto e tanto ancora dovrà cambiare: internet ha sconvolto molti modelli di business, Sky ha introdotto un modello a pagamento per lo spettatore con servizi aggiuntivi, infine Netflix ha cambiato il modello di fruizione, eliminando il vincolo del device a favore della visibilità sulla rete a costi molto bassi.

Nonostante le conquiste della tecnologia, ancora oggi ci sono persone che sono escluse dalla fruizione della TV: le persone sorde. Queste non posso usufruire a pieno degli spettacoli trasmessi in quanto non tutti sono sottotitolati, non esiste ciò una corrispondenza testuale 24 ore su 24 come invece avviene per le immagini. Per persone sorde intendiamo anche, in questo caso, le persone anziane che hanno un udito pigro e logorato dall’età.

Nasce da questa realtà l’iniziativa di Sara Giada Gerini, una ragazza sorda dalla nascita, che vuole abbattere questo muro che la mancanza dei sottotitoli ha creato: sordi e persone con difficoltà di ascolto da una parte e le altre persone dall’altra. Pertanto Sara ha girato un video per sensibilizzare le persone a condividere la sua iniziativa e spingere gli operatori televisivi a dotare tutti i programmi di sottotitoli. Se ti va di partecipare all’iniziativa, condividi il video di Sara e utilizza l’hashtag #FacciamociSentire

 

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Laurea in Scienze Politiche, poi un quindicennio di lavori disomogenei e frustranti a causa della mia disabilità uditiva grave. Ero per tutti un "bravo ragazzo", ma al momento di affidarmi un compito gli stessi giravano le spalle. Finalmente, grazie ad un concorso pubblico, arriva il posto fisso a tempo indeterminato come amministrativo in una azienda sanitaria. Fui assegnato al front office ospedaliero, mansione del tutto incompatibile con la mia sordità. Dopo alcuni anni veramente sofferti, la decisione di dimettersi: una decisione adulta, consapevole, serena. Quindi la scelta di essere un imprenditore per far diventare impresa il binomio che nella mia vita non aveva mai funzionato: lavoro e disabilità. "Nulla su di noi senza di noi" non è solo lo splendido motto delle persone con disabilità, ma il messaggio di speranza che muove verso l' autodeterminazione.

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