Stefano Pietta

Oggi ospitiamo sul Blog Jobmetto Stefano Pietta, un ragazzo con tanta voglia di stare in compagnia e con una grande passione: la radio!

Ciao Stefano, ci parli un po’ di te? Chi sei, cosa fai, dove vivi…?

Sono Stefano Pietta, 30enne, vivo in provincia di Brescia, sono affetto da tetraparesi spastica (disabilità solo motoria) dalla nascita e per questo in carrozzina. Ho frequentato tutte le scuole dell’obbligo seguendo normale programma ministeriale, servendomi fin dalla prima elementare di un PC per scrivere. Successivamente ho conseguito il diploma di scuola superiore in tecnico della gestione aziendale con votazione 99/100. L’anno seguente, ho frequentato un corso di webmaster e amministratore di reti locali informatiche. Attualmente lavoro come impiegato informatico per una fonderia di acciai speciali tramite il telelavoro. Ho tantissimi hobbies, come per il calcio (sono stato allenatore), per la radio, la musica, il giornalismo e fare “pubbliche relazioni” attraverso i social network e la mia web radio personale.

 

Raccontaci la tua giornata tipo

La mattina lavoro part-time 4 ore ore (dalle 8.45 alle 13) ed il pomeriggio mi dedico ai miei più svariati hobbies.

 

Di cosa ti occupi in azienda e come organizzi la tua attività?

Stefano Pietta

In azienda mi occupo principalmente d’inserimento dati e sono organizzato in questo modo: sono collegato direttamente via internet dal pc di casa mia al server dell’azienda e cosi una volta svolto il lavoro, lo carico direttamente lì in modo che l’azienda lo veda in tempo reale.

 

Quanto è importante per te il telelavoro?

Il telelavoro per me è importantissimo e bellissimo perchè lavorando da casa, mi posso gestire come meglio credo ed evitare cosi anche i problemi logistici che possono derivare dal dover andare direttamente e fisicamente in azienda.

 

Cosa ancora oggi manca nel mondo del lavoro per le persone disabili?

Domanda non dalla facile risposta, perchè a me come telelavoratore, onestamente non manca nulla ma credo che per le persone con disabilità che lavorano direttamente in azienda, qualcosa manchi come ad esempio strutture adeguate e a volte magari anche la comprensione e considerazione da parte dei colleghi stessi.

 

Come è nata la passione per la radio?

STERADIODJ

Dal 23 ottobre 2013, ho aperto per puro hobby STERADIODJ, una mia web radio personale con regolare licenza SIAE; l’ho aperta con l’obbiettivo di sensibilizzare a riguardo di quella meravigliosa parte del mondo che prende il nome di disabilità ma anche per aumentare i miei contatti e specialmente sperando di farmi nuove amicizie. Lo faccio gestendo da solo ed in completa autonomia la radio, trasmettendo in rigorosa diretta dalla mia abitazione, musica di ogni genere e dando notizie di ogni genere ovviamente dando ampio spazio alla disabilità. Vado in diretta tutti i giorni dalle 17.30 alle 19.30 e dalle 21.30 alle 23.

Per ascoltarmi, contattarmi e averi informazioni potete collegarvi da qualunque dispositivo che abbia una connessione ad internet a: www.steradiodj.jimdo.com

 

Qual è il tuo più grande sogno? Cosa ti manca per realizzarlo?

Al momento non ho un sogno particolare se non quello di “lavorare” continuamente per cercare di migliorare sempre di più questo mio meraviglioso hobby che è STERADIODJ.

Grazie mille a tutti e tutte per l’attenzione.

 

Grazie per il tuo tempo e la disponibilità: in bocca al lupo per il tuo lavoro e le tue passioni!

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Laurea in Scienze Politiche, poi un quindicennio di lavori disomogenei e frustranti a causa della mia disabilità uditiva grave. Ero per tutti un "bravo ragazzo", ma al momento di affidarmi un compito gli stessi giravano le spalle. Finalmente, grazie ad un concorso pubblico, arriva il posto fisso a tempo indeterminato come amministrativo in una azienda sanitaria. Fui assegnato al front office ospedaliero, mansione del tutto incompatibile con la mia sordità. Dopo alcuni anni veramente sofferti, la decisione di dimettersi: una decisione adulta, consapevole, serena. Quindi la scelta di essere un imprenditore per far diventare impresa il binomio che nella mia vita non aveva mai funzionato: lavoro e disabilità. "Nulla su di noi senza di noi" non è solo lo splendido motto delle persone con disabilità, ma il messaggio di speranza che muove verso l' autodeterminazione.

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