Tempo

Una delle famose scene della saga Fantozzi è quella del cartellino: una corsa tra mezzi, imprevisti mattutini e botte tra colleghi al fine di poter timbrare il proprio cartellino in tempo. Un’epoca che sembra lontana, basata sulla presenza del dipendente in ufficio e non sul suo operato (qualcuno ha mai fissato un obiettivo settimanale, mensile e/o annuale al povero Fantozzi?), ma che ancora oggi ha un suo concreto (e massivo) riscontro in contesti aziendali italiani.

La Svezia, uno dei paesi al mondo con elevata sensibilità al mondo del lavoro e del dipendente, ha cambiato le carte in tavola, in maniera drastica: si lavora di meno e la paga non diminuisce!

Lavoro sei ore e mi pagano come se ne lavorassi otto? Sarà uno scherzo!

L’idea avuta da alcuni manager svedesi è proprio quella che avete letto: far lavorare i propri dipendenti 6 ore al giorno al posto delle canoniche 8 e dare loro lo stesso stipendio “full time”. Risultati? Ottimi, sia per il dipendente che per l’azienda: il lavoratore ha più energia, è più “sveglio” al lavoro e riesce a produrre meglio; l’azienda riscontro un forte calo dei permessi per malattia, che ha come conseguenza un grande risparmio di soldi.

Un esperimento da cui prendere spunto e magari provare anche in Italia: la tua azienda è pronta? Perchè non lo proponi al tuo capo?

Fonte: Goteborg Daily

Condivisioni
Articolo precedenteSul posto di lavoro: cosa ci si aspetta da noi?
Prossimo articoloSport e disabilità: ci si diverte e fa bene alla salute!
Laurea in Scienze Politiche, poi un quindicennio di lavori disomogenei e frustranti a causa della mia disabilità uditiva grave. Ero per tutti un "bravo ragazzo", ma al momento di affidarmi un compito gli stessi giravano le spalle. Finalmente, grazie ad un concorso pubblico, arriva il posto fisso a tempo indeterminato come amministrativo in una azienda sanitaria. Fui assegnato al front office ospedaliero, mansione del tutto incompatibile con la mia sordità. Dopo alcuni anni veramente sofferti, la decisione di dimettersi: una decisione adulta, consapevole, serena. Quindi la scelta di essere un imprenditore per far diventare impresa il binomio che nella mia vita non aveva mai funzionato: lavoro e disabilità. "Nulla su di noi senza di noi" non è solo lo splendido motto delle persone con disabilità, ma il messaggio di speranza che muove verso l' autodeterminazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here