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I dati dell’Istat rilevano come per la prima volta da nove anni ad oggi si verifichi un calo della spesa dei comuni nelle politiche per la disabilità. Infatti se fino al 2010 l’incremento annuo della spesa era dell’8% e nel 2011  del 2%, negli ultimi due anni si è registrato un netto calo e soprattutto una notevole differenza di spesa tra il nord ed il sud Italia.

Per quanto riguarda la spesa per la disabilità, nonostante la domanda in evidente crescita, l’offerta dei servizi e le risorse disponibili sono in calo: nel 2011 la quota riservata ai comuni per la spesa sociale ammontava a 1 miliardo e 630 milioni, di cui circa la metà destinata alle cooperative che gestiscono i servizi. Tale spesa veniva incrementata ogni anno in media dell’8%, dal 2010 al 2011 l’incremento è stato solo del 2,2%, ma in alcune regioni d’Italia veniva rilevato in contro tendenza un incremento negativo.

La riduzione della spesa sociale dei Comuni, a partire dal 2009 è stata molto più consistente: i dati dell’Istat del 2011, dopo 8 anni, registrano una diminuzione della spesa rispetto all’anno precedente dell’1%, mentre i dati del 2012 registrano addirittura un ulteriore calo del 2%.

Riguardo alla differenza di spesa tra nord e sud Italia, a cui si accennava prima, i dati evidenziano come sia diverso vivere in condizione di disabilità al nord piuttosto che al sud. Infatti, se a livello nazionale la spesa in media è di 2.886 euro per ogni persona con disabilità, tale non è per le varie regioni. Nelle regioni del nord-est la spesa media annua è di 5.307 euro pro capite, nelle regioni meridionali di 777 euro. I principali interventi riguardano il sostegno scolastico (19%), i centri diurni e i laboratori protetti (20%), le strutture residenziali (16%). Ma molto meno si spende nell’assistenza domiciliare con appena il 14% delle risorse disponibili.

La spesa per le strutture residenziali sia pubbliche che private è finanziata dallo Stato centrale e dalle risorse degli enti locali: 321 mila complessivamente i posti letto disponibili: il 29,1% è finanziato con fondi pubblici, il 45,5% a carico del non profit e il 25,7% finanziato dal settore privato “for profit” per le persone con disabilità sono 312 mila. Le persone assistite ogni anno attraverso queste strutture ammontano a circa 307 mila, di cui l’85% composto da persone anziane. Le differenze tra nord e sud d’Italia si riscontrano anche in questo caso con i circa 800 posti letto ogni 100 mila abitanti del nord contro i 181 posti letto del sud.

Altra importante informazione proveniente dai dai dell’Istat riguarda le prestazioni erogate dalle organizzazioni del no-profit: dalle circa 30 mila organizzazioni che forniscono servizi a persone con disabilità risultano erogate circa 4,3 milioni di prestazioni.

“Tra le prestazioni erogate dalle istituzioni non profit – si legge nella relazione dell’Istat – una quota rilevante sono di natura sanitaria, in particolare di tipo riabilitativo e di lunga degenza: tali attività sono state rivolte a oltre 480 mila utenti, mentre le istituzioni coinvolte in queste tipologie di assistenza sono state circa 1.300”.

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Ho conseguito la Laurea in Scienze Statistiche ed Economiche e il Dottorato di Ricerca in Statistica Applicata presso l'Università degli Studi di Palermo. Tutor online per il corso di Statistica 3 per la Facoltà di Economia nel 2004 e consulente dell’Università degli Studi di Palermo nel periodo 2011-12, sono stato anche consulente dell’Assessorato alle Politiche Familiari della Regione Sicilia nel 2007-08. Da Aprile 2014 ricopro la carica di Vicepresidente della ANPA ONLUS Sicilia. Anche se il percorso di studi è stato improntato allo studio e alla specializzazione delle materie statistiche ed economiche, ho indirizzato la mia preparazione e ampliato le mie competenze agli aspetti informatici e alle tematiche della disabilità.

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