BrainPort

Nei precedenti post abbiamo già visto come le nuove tecnologie possono aiutare le persone non vedenti a percepire l’ambiente, sia attraverso il bastone 2.0 che tramite un guanto speciale.

Oggi invece parliamo di BrainPort, una teconologia presente in Europa dal 2013, ma ancora poco conosciuta, e da poco anche negli USA. BrainPort è uno strumento che integra un paio di occhiali, un telecomando e un dispositivo da inserire in bocca, a contatto con la lingua.

Come funziona? Vedendo esclusivamente gli attrezzi a disposizione sembra uno strumento complesso, in realtà il funzionamento è molto semplice: una telecamera montata sugli occhiali cattura le immagini presenti nell’ambiete, queste a loro volta vengono inviate al telecomando che ha in mano la persona ed infine il controller trasforma le immagini in impulsi al dispositivo da inserire in bocca, sulla lingua.

“La lingua è in grado di trasmettere la percezione dell’ambiente alla persona non vedente” afferma Beckam, a capo di BrainPort “Non vogliamo dare false speranze, sappiamo che l’untente deve ambietarsi e capire bene come utilizzare BrainPort, ma le persone che finora hanno testato lo strumento sono in grado di percorrere un corridoio e seguire una linea continua bianca senza assistenza”.

L’importanza di sviluppare nuove tecnologie al fine di aiutare le persone non vedenti è molto sentita, basti pensare che grandi colossi, come Google, sono pronti ad investire per garantire la realizzazione del progetto.

 

Fonte: Mashable

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Laurea in Scienze Politiche, poi un quindicennio di lavori disomogenei e frustranti a causa della mia disabilità uditiva grave. Ero per tutti un "bravo ragazzo", ma al momento di affidarmi un compito gli stessi giravano le spalle. Finalmente, grazie ad un concorso pubblico, arriva il posto fisso a tempo indeterminato come amministrativo in una azienda sanitaria. Fui assegnato al front office ospedaliero, mansione del tutto incompatibile con la mia sordità. Dopo alcuni anni veramente sofferti, la decisione di dimettersi: una decisione adulta, consapevole, serena. Quindi la scelta di essere un imprenditore per far diventare impresa il binomio che nella mia vita non aveva mai funzionato: lavoro e disabilità. "Nulla su di noi senza di noi" non è solo lo splendido motto delle persone con disabilità, ma il messaggio di speranza che muove verso l' autodeterminazione.

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