Chi l’ha detto che persone con disabilità psicofisiche non possano svolgere lavori intellettuali? Due realtà molto interessanti, un’associazione e una web radio, da tre anni a questa parte, hanno dato vita ad un esperimento che si accinge a diventare una vera e propria realtà. L’associazione La Lampada dei Desideri e il network della comunicazione sociale 11Radio hanno rotto gli schemi attraverso la creazione di un laboratorio di scrittura collettiva, finalizzata alla creazione di opere editoriali che si appresta oggi a diventare una vera e propria realtà: una casa Editrice per l’infanzia gestita da persone con disabilità psicomotorie.

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo, è stata creata una campagna di crowdfunding alla quale siamo tutti invitati ad aderire a questo link, per quelle che sono le nostre possibilità, e a darne adeguata diffusione: il traguardo non è lontano, ma la raccolta scade mercoledì 27 gennaio. Ecco il video di presentazione

Per capire ancora meglio il valore del progetto, parliamo con Cristiano Bocci, di 11Radio, che ho conosciuto per puro caso, grazie ad una amica comune che ci ha voluto mettere in contatto, e proprio grazie a Cristiano ho scoperto l’esistenza di “Usciamo dal bozzolo”.

Cristiano, una presentazione per i nostri lettori.

Sono un ragazzo con disabilità, in sedia a rotelle, di 31 anni. Da sempre attivo nel campo dei diritti sociali delle persone con disabilità, sono fermamente convinto che il principale tra questi sia il diritto al lavoro. Partecipo come speaker all’interno di 11Radio, web radio della comunicazione sociale che sta portando avanti, insieme all’associazione di volontariato “La lampada dei desideri”, un percorso di superamento della disabilità attraverso l’uso della comunicazione sociale.

Veniamo ora allo stupendo progetto che stai contribuendo a far conoscere: come nasce l’idea di farla diventare vera e propria impresa?

L’idea di farla diventare una vera e propria impresa nasce dall’entusiasmo degli stessi ragazzi de la Lampada dei Desideri: nel 2015, grazie alla costruzione di una postazione web radiofonica nella struttura che ospita l’associazione, a Federico Valerio, operatore della comunicazione sociale e Presidente dell’Associazione 11Radio, e all’affiancamento dei volontari de la Lampada, i ragazzi hanno prodotto un audiolibro per bambini, “le Avventure di Lupacchiotto Curioso”. Reduci da quest’esperienza, e constatato il fatto che essa stessa fu positiva sotto tutti i punti di vista, abbiamo raccolto le volontà dei ragazzi di proseguire su questa strada.

Augurandoci che la campagna arrivi a buon fine, quali saranno le modalità con cui il progetto si manterrà in vita da solo?

Se la campagna andrà a buon fine, la casa editrice funzionerà come una vera e propria impresa sociale, quindi la sua sostenibilità sarà collegata alla produttività editoriale e, ovviamente, alla sua distribuzione e vendita. La scelta di questo specifico settore imprenditoriale non nasce solo dalle competenze individuate durante il laboratorio di scrittura collettiva, che come ho detto ha portato validi risultati, ma su un’analisi di mercato che ci ha presentato delle interessanti prospettive di crescita.

Quale valore aggiunto pensi possa portare al mercato la presenza di una casa editrice coordinata da persone con disabilità?

L’intento della casa editrice è quello di portare all’interno del mercato editoriale tematiche che fino ad ora sono assenti, come quelle delle disabilità, chiaramente adeguate ad essere comprese dai bambini.

Sei a conoscenza di quelli che saranno gli obiettivi e le pubblicazioni della Casa editrice?

L’obiettivo della nostra casa editrice sarà, oltre a creare un’attività lavorativa per ragazzi con disabilità psicomotorie, quello di educare i bambini, ed indirettamente i loro genitori, ad essere più consapevoli delle diversità e a rapportarsi con esse senza preconcetti che, spesso, la nostra società crea a riguardo. Un altro obiettivo è quello di abbattere quel muro che vuole le persone con disabilità mentale incapaci a svolgere un lavoro intellettuale, qual è quello dell’autore. Chi donerà attraverso la nostra piattaforma di crowdfunding, inoltre, potrà ricevere l’albo illustrato Piero e il Brucofarfalla, disponibile sia in versione digitale che cartacea. Quest’opera racconta proprio cosa vuol dire “uscire dal bozzolo”.

Una breve descrizione di autori e disegnatori.

Gli autori dei racconti sono i ragazzi e le ragazze de la Lampada dei Desideri, persone affette da autismo o da sindrome di down, ad esempio. Siamo anche in contatto con Simona Binni, autrice di graphic novel, che ha lavorato con diverse case editrici indipendenti americane.

Nella descrizione della campagna, si parla di “Collocamento spersonalizzante” delle persone con disabilità: ci si riferisce alla legge 68 o ad altro?

Spesso l’inserimento nel mondo del lavoro per le persone con disabilità non è realmente commisurato a quelle che sono, o potrebbero essere, le reali capacità della Persona (volutamente con la lettera maiuscola), ma piuttosto, in molti casi, diventa una sorta di “parcheggio”, in particolar modo per le persone che presentano una disabilità importante. Nel nostro progetto vogliamo proprio portare alla luce la capacità dei ragazzi con disabilità mentale di creare un prodotto di qualità, adoperando la loro stessa fantasia.

Disabilità e qualità sono sempre più vicine, grazie, soprattutto, a progetti di questo valore. Di nuovo, il link per dare il nostro contributo.

 

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Laurea in Scienze Politiche, poi un quindicennio di lavori disomogenei e frustranti a causa della mia disabilità uditiva grave. Ero per tutti un "bravo ragazzo", ma al momento di affidarmi un compito gli stessi giravano le spalle. Finalmente, grazie ad un concorso pubblico, arriva il posto fisso a tempo indeterminato come amministrativo in una azienda sanitaria. Fui assegnato al front office ospedaliero, mansione del tutto incompatibile con la mia sordità. Dopo alcuni anni veramente sofferti, la decisione di dimettersi: una decisione adulta, consapevole, serena. Quindi la scelta di essere un imprenditore per far diventare impresa il binomio che nella mia vita non aveva mai funzionato: lavoro e disabilità. "Nulla su di noi senza di noi" non è solo lo splendido motto delle persone con disabilità, ma il messaggio di speranza che muove verso l' autodeterminazione.

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