Roberto Russo sulla sua handbike

Ho conosciuto Roberto Russo ad Handimatica, in quello stesso anno 2012 nel quale, come ho già raccontato, ho fatto anche la conoscenza di Daniele Regolo e del suo progetto che all’epoca si chiamava ancora Jobdisabili. Roberto era alla manifestazione per mostrare a tutti gli interessati una App per sistemi Android di sua creazione, mentre io ero lì più che altro per curiosare.
Roberto è nato a Imperia nel 1973 e ora abita in provincia di Torino. Si è diplomato in Ingegneria informatica al Politecnico di Torino nel 2004 e dal 2007 è un ricercatore presso l’Istituto Superiore Mario Boella. La sua disabilità gli impedisce di camminare e di articolare bene la voce, ma lui si è impegnato a lungo per trovare una soluzione ai suoi problemi di comunicazione proprio attraverso l’informatica. L’App che gli ho visto presentare il giorno in cui l’ho conosciuto, ad esempio, si chiama Handiphone e permette di comporre parole e frasi da richiamare rapidamente componendo brevi sequenze di caratteri dalla tastiera di un tablet.

Questo, in associazione con un sistema di sintesi vocale, rende possibile un ritmo di conversazione un po’ più sostenuto anche a una persona con le sue limitazioni, e curiosamente somiglia molto ad applicazioni che in ambito di produttività sono utilizzate per automatizzare operazioni noiose per tutti (basta cercare “text expansion apps” in un qualsiasi motore di ricerca per farsi un’idea…). Handiphone è gratuita e tutti gli interessati possono sperimentarla sul proprio dispositivo. Ma non è solo di questo che vi voglio parlare…

Poco tempo fa Roberto mi ha scritto, raccontandomi di aver pubblicato un libro autobiografico. Si intitola “Non arrendersi mai”, pubblicato per Neos Edizioni. Non ho ancora avuto il piacere di leggerlo, ma conoscendolo so già che ci troverò tanta (auto)ironia e qualche ottimo spunto di riflessione. Perché Roberto, oltre ad essere un tipo spiritoso, si dà parecchio da fare: dal 2013 collabora al progetto “Stephen Hawking – Percorsi d’eccellenza”, promosso dal Comitato per l’Integrazione Scolastica di Torino, un’iniziativa rivolta alle scuole superiori che consiste nel presentare percorsi di eccellenza in situazioni di handicap, contro l’abbandono scolastico. Da febbraio 2014, poi, è entrato a far parte del programma strategico Smart Health all’interno dell’Istituto Boella, studiando metodologie informatiche capaci di migliorare qualità ed efficienza di alcuni dei processi che compongono il sistema sanitario. E quando non è né al computer, né ad una conferenza, lo si può incontrare in giro sulla sua handbike…

Di seguito, il video del servizio su Roberto passato nel dicembre scorso sul TG Regionale RAI del Piemonte:

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