Radio Magica

Il percorso di una persona spesso richiede più nascite e il vivere tante vite. Nessuna vita è però uguale ad un’altra. La nascita spesso corrisponde ad un momento di chiarezza assoluta o è una conseguenza di un imprevisto, di un arresto, di un dolore.

Questa storia inizia grazie alla resilienza di una mamma. Una mamma, una donna che si chiama Elena Rocco che ha costruito una realtà partendo da un’esperienza profondamente personale: la scoperta di un ritardo psicomotorio di suo figlio, causato da una malattia genetica talmente rara che non ha un nome.

L’attenzione enorme verso qualcuno che si ama e che è in difficoltà è un paradosso: può renderci ciechi e può renderci degli osservatori attenti.

L’amore ha reso Elena un’osservatrice attenta, un osservatrice di quel bambino che, a detta dei medici, richiedeva un ambiente sociale e culturale stimolante per colmare la voragine che misurava la distanza tra lui e i bambini che lei definisce (meravigliosamente) senza sindromi, e non “normali”.

Osservare attentamente significa spesso superare i confini del già visto e del già detto, significa guardare anche la tua quotidianità da un’altra prospettiva. E allora lei, Elena, ha capito che suo figlio tra i canali sensoriali prediligeva l’udito perché ascoltare musica o narrazioni lo faceva entrare in comunicazione col mondo, “ritrovare il baricentro”.

Pochi anni e fonda Radio Magica, che oggi è diventata una fondazione ONLUS. Radio magica è la prima web radio dedicata ai bambini e ai ragazzi, è una radio che nel suo palinsesto propone storie.

Ancora una volta la narrazione che muove il mondo, il potere dello storytelling che trasmette conoscenze e cambia forma fungendo anche da strumento di potenziamento cognitivo. Radio Magica propone l’ascolto attivo e promuove la cultura dell’inclusione utilizzando supporti che favoriscono la fruizione a tutti i bambini. Storie narrate in LIS e cartoni animati con i sottotitoli espressi in comunicazione aumentativa alternativa.

Molto più di una radio, come recita il pay-off. Molto di più perché dà a tutti senza togliere a nessuno.

Un racconto, parole in fila e, come per magia, la distanza tra i bambini con sindromi e senza sindromi scompare.

Si, proprio una magia.

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Caterina Bembich, Marilina Mastrogiuseppe e Francesca Postiglione, sono tre ricercatrici che, incrociando i propri destini nel proprio percorso di studi, hanno deciso di condividere un sogno: applicare i risultati delle ricerche nell’ambito delle Scienze Cognitive, della Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione per sviluppare strumenti tecnologici utili per la crescita di ogni bambino e consentire ad ognuno un pari accesso all’apprendimento. Per questo motivo hanno ideato Play for Inclusion. Play for inclusion è un progetto dell’associazione di promozione sociale “Diparipasso”, che nasce con l’obiettivo di applicare i risultati della ricerca per sviluppare strumenti che devono rispecchiare il valore dell’inclusione, devono cioè riuscire a valorizzare le competenze, le caratteristiche e le possibilità di ognuno, al fine di fornire pari opportunità di apprendimento a tutti; strumenti educativi che valorizzino le differenze, portando avanti l’idea che i contesti scolastici e sociali debbano necessariamente essere inclusivi e assicurare pari opportunità di apprendimento a tutti.

2 COMMENTI

  1. Buon giorno, mi chiamo Roberto e voglio farvi i miei complimenti per l’idea e per il vostro operato; questi bambini anno bisogno, più degli altri, di essere seguiti ed essere aiutati e sopra tutto di raccontargli delle storie, cosa che voi con la vostra trasmissione lo fate con passione e amore per questi piccoli angeli. Io, sono senza lavoro e sarei interessato a lavorare con voi, sempre che stiate cercando del personale. Cordialmente vi faccio i miei più risentiti saluti e vi allego sottostante la mia e-mail e il mio web.

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