Joshua Paveri

Oggi ospitiamo sul nostro blog Joshua Mattia Paveri, Junior sales account in Jobmetoo da febbraio 2014

Ciao Joshua e benvenuto sul blog di Jobmetoo. Ci racconti un po’ di te?

Ciao! Sono Joshua ed ho 27 anni. Ho conseguito il diploma scientifico ed ho iniziato a frequentare Scienze Statistiche Attuariali ed Economiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Nel corso degli studi, a causa di vicissitudini personali – legate alla patologia – ho avuto due lunghi periodi di convalescenza e riabilitazione che mi hanno portato sempre più lontano dal percorso di studi ed ho concentrato le mie energie nell’ambito lavorativo.

Prima in un ufficio di marchi e brevetti di Milano, poi ho gestito la parte di social e comunicazione di due locali stagionali in Sardegna ed infine, prima di iniziare a lavorare in Jobmetoo, ho lavorato come consulente commerciale per una società che si occupava di anomalie finanziarie.

Inoltre faccio parte del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta (associazione che si occupa di promuovere e finanziare la ricerca scientifica della patologia da cui sono affetto – l’Osteogenesi Imperfetta)

Qual è la tua più grande passione?

La mia più grande passione, da sempre, sono le auto ed i motori

Il tuo rapporto con il mondo del lavoro sino adesso?

Non ho mai riscontrato, personalmente, grosse difficoltà negli ambienti lavorativi in cui sono stato sino ad oggi

Come hai conosciuto Jobmetoo?

Da qualche tempo ero intenzionato a dare una svolta professionale alla mia vita e, grazie ad un’amica, sono venuto a conoscenza e di conseguenza in contatto con Jobmetoo tramite un post di Facebook. Vista la specificità in cui Jobmetoo opera, ho pensato che fosse un’ottima opportunità di connubio tra ciò che erano le mie ambizioni professionali e la disabilità

Come ti trovi nella tua nuova azienda?

Trovo che sia l’azienda che l’ambiente di lavoro sia giovane e dinamico. Ho trovato massima disponibilità rispetto alle mie esigenze e necessità

Quale aspettative avevi in fase di colloquio? Sono state confermate?

Sin da subito ho avuto l’impressione che l’azienda fosse formata da un team compatto e coeso che lavorava per il raggiungimento dell’obiettivo comune, mettendo sicuramente al primo luogo le necessità aziendali, ma contemporaneamente, non fossero tralasciate le necessità ed esigenze personali – specie legate alla patologia – nell’ambito di lavoro in cui avrei dovuto andare ad inserirmi

Cosa ancora oggi manca nel mondo del lavoro per le persone disabili?

Ritengo che si dovrebbe dare maggiore importanza alle risorse appartenenti alle categorie protette, sia dal punto di vista del rispetto della patologia e conseguenti limitazioni, sia dal punto di vista professionale. Sebbene la mia esperienza sia abbastanza limitata, credo che – sebbene oggi stia pian piano cambiando la forma mentis – un tempo una persona disabile/appartenente alle categorie protette avesse grosse difficoltà ad essere inserita in una posizione lavorativa che mettesse in luce ed in risalto le proprie competenze nel rispetto pieno delle proprie difficoltà e limitazioni

Parlaci della tua disabilità: come la vivi, come condiziona la tua vita e in cosa rappresenta una ricchezza

Io sono affetto da Osteogenesi Imperfetta, che è una patologia genetica alle ossa che le rende più fragili del normale. Vivo da sempre su una sedia a rotelle. Io non ho mai vissuto la disabilità come un “problema” o un limite alla mia vita. Certo, ho sempre – o quasi – avuto la fortuna di trovare persone, amici e conoscenti che mi hanno sempre permesso di vivere una vita interessante e dinamica

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Communication designer in Jobmetoo.com. Trasformo idee in immagini e parole...

1 COMMENTO

  1. Dare un’oppurtunità di lavoro a chi ha invalidità è importante specialmente nei confronti dei miei figli che spesso mi chiedono perché mamma non lavori?Ed io rispondo non è facile trovarlo

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